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- Jules Marchaland ha completato la via Beyond (9a+) al suo secondo tentativo, un'impresa notevole che ha sorpreso molti nel mondo dell'arrampicata.
- La via Beyond, precedentemente valutata 9a, è stata rivalutata come 9a+ dopo la rottura di una presa chiave, rendendo l'ascensione di Marchaland ancora più impressionante.
- Marchaland ha descritto l'ascensione come «forse la migliore salita della mia vita», nonostante gli ultimi 10 metri su canne bagnate che hanno rappresentato una sfida mentale significativa.
- A soli 23 anni, Marchaland ha già conquistato il suo quarto 9a+, dimostrando un talento eccezionale e un futuro promettente nell'arrampicata sportiva.
L’ascensione fulminea di Jules Marchaland su ‘Beyond’ (9a+)
L’arena dell’arrampicata sportiva ha assistito a un evento senza precedenti: Jules Marchaland, giovane promessa francese, ha avuto successo nella via Beyond (9a+) presso Pic Saint-Loup in Francia, riuscendoci al suo secondo tentativo. Questa rapida e sorprendente conquista non solo ha impressionato gli appassionati, ma ha anche riacceso i dibattiti sulla difficoltà delle vie valutate con questo livello.
Beyond, situata nella zona La Baume des Escargots, inizialmente chiodata da Frédéric Ferraro e poi liberata nel 2019 grazie all’impegno di Sébastien Bouin e Lucien Martinez, fu inizialmente stimata di grado 9a. Tuttavia, dopo la rottura di una presa cruciale, che ha causato una trasformazione significativa nelle dinamiche di scalata, l’impresa è stata rivalutata, ottenendo la nuova classificazione di 9a+. Nonostante ciò, Marchaland è stato capace di affrontare questo mutamento con notevole velocità e bravura.

Dettagli dell’ascensione e impressioni di Marchaland
Marchaland ha descritto la sua esperienza su Instagram, definendola “forse la migliore salita della mia vita”. Ha spiegato di aver studiato attentamente i movimenti e di aver intuito la possibilità di una salita veloce, a condizione di eseguire tutto alla perfezione. E così è stato. Nonostante le difficoltà, tra cui gli ultimi dieci metri su canne bagnate, che hanno rappresentato “una delle più grandi battaglie mentali della mia vita”, Marchaland è riuscito a portare a termine l’ascensione con successo.
Riguardo al grado della via, Marchaland ha espresso un’opinione personale: “Secondo me è chiaramente morbido per essere un 9a+. Ma è un 9a+ molto facile? Un 9a molto duro? O un 9a/+? Onestamente, non mi interessa. Sono solo felice di quello che ho fatto!”. Questa affermazione riflette la sua umiltà e la sua focalizzazione sull’esperienza personale piuttosto che sulla mera valutazione numerica della difficoltà.
Il percorso di Marchaland verso l’eccellenza
Questa ascensione rappresenta un traguardo notevole per il giovane climber francese di ventitré anni, essendo già il quarto 9a+ nella sua carriera. Le sue precedenti conquiste includono PuntX nelle Gorges du Loup, First Ley a Margalef e Super Crackinette a Saint-Léger du Ventoux. Secondo quanto dichiarato da Marchaland stesso, Beyond risulta essere la via più accessibile tra le quattro realizzate finora; egli sottolinea infatti come questa scelta si adatti in modo armonioso al suo approccio personale all’arrampicata. Con un futuro ambizioso in mente, mira ora a cimentarsi con vie classificate come 9b.
La riuscita impresa portata avanti da Marchaland va oltre l’aspetto fisico o tecnico della scalata; essa incarna anche una ferrea determinazione ed un’eccezionale abilità nell’affrontare situazioni sotto pressione. La rapidità con cui ha conquistato Beyond non fa altro che riflettere le sue capacità innate ed un potenziale strepitoso per esplorare ulteriori vette nel mondo dell’arrampicata sportiva.
Riflessioni sul significato dell’impresa
L’ascensione di Jules Marchaland su Beyond solleva alcune riflessioni interessanti sul mondo dell’arrampicata. Innanzitutto, evidenzia come la percezione della difficoltà di una via possa variare da scalatore a scalatore, in base al proprio stile e alle proprie preferenze. In secondo luogo, sottolinea l’importanza della preparazione mentale e della capacità di superare le difficoltà, anche quando le condizioni non sono ottimali. Infine, ci ricorda che l’arrampicata non è solo una questione di gradi e performance, ma anche di passione, divertimento e crescita personale.
L’arrampicata è una disciplina complessa che richiede una combinazione di forza fisica, tecnica, tattica e preparazione mentale. La difficoltà di una via è influenzata da diversi fattori, tra cui la lunghezza, l’inclinazione, la tipologia di prese e la loro distanza. Inoltre, la percezione della difficoltà è soggettiva e dipende dalle caratteristiche individuali dello scalatore.
Un concetto avanzato nell’arrampicata è quello della “zona di comfort”. La vera essenza del miglioramento nelle performance degli scalatori esperti risiede nella necessità di oltrepassare i confini della propria zona di comfort; sono proprio le sfide più impegnative a garantire una crescita significativa. Questo cammino richiede non solo coraggio, ma anche durezza mentale, unitamente alla capacità di affrontare la paura e l’incertezza insita nell’ignoto.
Spero sinceramente che queste considerazioni possano motivarti a immergerti nell’universo dell’arrampicata, spingendoti a esplorare nuovi orizzonti e superando quelli che percepisci come limiti. Non dimenticare mai: ciò che ha realmente valore non è solamente il traguardo finale rappresentato dalla cima da conquistare, bensì il viaggio stesso, ricco di scoperte ed insegnamenti.
—–
L’ascensione fulminea di Jules Marchaland su ‘Beyond’ (9a+)
L’arena dell’arrampicata sportiva ha assistito a un evento senza precedenti: Jules Marchaland, giovane promessa francese, ha avuto successo nella via Beyond (9a+) presso Pic Saint-Loup in Francia, riuscendoci al suo secondo tentativo. Questa rapida e sorprendente conquista non solo ha impressionato gli appassionati, ma ha anche riacceso i dibattiti sulla difficoltà delle vie valutate con questo livello.
Beyond, situata nella zona La Baume des Escargots, inizialmente chiodata da Frédéric Ferraro e poi liberata nel 2019 grazie all’impegno di Sébastien Bouin e Lucien Martinez, fu inizialmente stimata di grado 9a. Tuttavia, dopo la rottura di una presa cruciale, che ha causato una trasformazione significativa nelle dinamiche di scalata, l’impresa è stata rivalutata, ottenendo la nuova classificazione di 9a+. Nonostante ciò, Marchaland è stato capace di affrontare questo mutamento con notevole velocità e bravura.

Dettagli dell’ascensione e impressioni di Marchaland
Marchaland ha descritto la sua esperienza su Instagram, definendola “forse la migliore salita della mia vita”. Ha spiegato di aver studiato attentamente i movimenti e di aver intuito la possibilità di una salita veloce, a condizione di eseguire tutto alla perfezione. E così è stato. Nonostante le difficoltà, tra cui gli ultimi dieci metri su canne bagnate, che hanno rappresentato “una delle più grandi battaglie mentali della mia vita”, Marchaland è riuscito a portare a termine l’ascensione con successo.
Per quanto riguarda la difficoltà della via, Marchaland ha espresso un’opinione personale: “Secondo me è chiaramente morbido per essere un 9a+. Ma è un 9a+ molto facile? Un 9a molto duro? O un 9a/+? Onestamente, non mi interessa. Sono solo felice di quello che ho fatto!”. Questa affermazione riflette la sua umiltà e la sua focalizzazione sull’esperienza personale piuttosto che sulla mera valutazione numerica della difficoltà.
Il percorso di Marchaland verso l’eccellenza
Questa ascensione rappresenta un traguardo notevole per il giovane climber francese di ventitré anni, essendo già il quarto 9a+ nella sua carriera. *Tra i suoi successi precedenti si annoverano la conquista di PuntX nelle Gorges du Loup, First Ley a Margalef, e Super Crackinette a Saint-Léger du Ventoux.. Secondo quanto dichiarato da Marchaland stesso, Beyond risulta essere la via più accessibile tra le quattro realizzate finora; egli sottolinea infatti come questa scelta si adatti in modo armonioso al suo approccio personale all’arrampicata. Con un futuro ambizioso in mente, mira ora a cimentarsi con vie classificate come 9b.
La riuscita impresa portata avanti da Marchaland va oltre l’aspetto fisico o tecnico della scalata; essa incarna anche una ferrea determinazione ed un’eccezionale abilità nell’affrontare situazioni sotto pressione. La rapidità con cui ha conquistato Beyond non fa altro che riflettere le sue capacità innate ed un potenziale strepitoso per esplorare ulteriori vette nel mondo dell’arrampicata sportiva.
Riflessioni sul significato dell’impresa
L’ascensione di Jules Marchaland su Beyond solleva alcune riflessioni interessanti sul mondo dell’arrampicata. Innanzitutto, evidenzia come la percezione della difficoltà di una via possa variare da scalatore a scalatore, in base al proprio stile e alle proprie preferenze. In secondo luogo, sottolinea l’importanza della preparazione mentale e della capacità di superare le difficoltà, anche quando le condizioni non sono ottimali. Infine, ci ricorda che l’arrampicata non è solo una questione di gradi e performance, ma anche di passione, divertimento e crescita personale. L’arrampicata è una disciplina complessa che richiede una combinazione di forza fisica, tecnica, tattica e preparazione mentale. La difficoltà di una via è influenzata da diversi fattori, tra cui la lunghezza, l’inclinazione, la tipologia di prese e la loro distanza. Inoltre, la percezione della difficoltà è soggettiva e dipende dalle caratteristiche individuali dello scalatore.
Un concetto avanzato nell’arrampicata è quello della “zona di comfort”. La vera essenza del miglioramento nelle performance degli scalatori esperti risiede nella necessità di oltrepassare i confini della propria zona di comfort; sono proprio le sfide più impegnative a garantire una crescita significativa. Questo cammino richiede non solo coraggio, ma anche durezza mentale, unitamente alla capacità di affrontare la paura e l’incertezza insita nell’ignoto. Spero sinceramente che queste considerazioni possano motivarti a immergerti nell’universo dell’arrampicata, spingendoti a esplorare nuovi orizzonti e superando quelli che percepisci come limiti. Non dimenticare mai: ciò che ha realmente valore non è solamente il traguardo finale rappresentato dalla cima da conquistare, bensì il viaggio stesso, ricco di scoperte ed insegnamenti. —–
L’ascensione fulminea di Jules Marchaland su ‘Beyond’ (9a+)
L’arena dell’arrampicata sportiva ha assistito a un evento senza precedenti: Jules Marchaland, giovane promessa francese, ha avuto successo nella via Beyond (9a+) presso Pic Saint-Loup in Francia, riuscendoci al suo secondo tentativo. Questa rapida e sorprendente conquista non solo ha impressionato gli appassionati, ma ha anche riacceso i dibattiti sulla difficoltà delle vie valutate con questo livello.
Beyond, situata nella zona La Baume des Escargots, inizialmente chiodata da Frédéric Ferraro e poi liberata nel 2019 grazie all’impegno di Sébastien Bouin e Lucien Martinez, fu inizialmente stimata di grado 9a. Tuttavia, dopo la rottura di una presa cruciale, che ha causato una trasformazione significativa nelle dinamiche di scalata, l’impresa è stata rivalutata, ottenendo la nuova classificazione di 9a+. Nonostante ciò, Marchaland è stato capace di affrontare questo mutamento con notevole velocità e bravura.

Dettagli dell’ascensione e impressioni di Marchaland
Marchaland ha descritto la sua esperienza su Instagram, definendola “forse la migliore salita della mia vita”. Ha spiegato di aver studiato attentamente i movimenti e di aver intuito la possibilità di una salita veloce, a condizione di eseguire tutto alla perfezione. E così è stato. Nonostante le difficoltà, tra cui gli ultimi dieci metri su canne bagnate, che hanno rappresentato “una delle più grandi battaglie mentali della mia vita”, Marchaland è riuscito a portare a termine l’ascensione con successo. Per quanto riguarda la difficoltà della via, Marchaland ha condiviso la sua prospettiva, ritenendola decisamente più indulgente rispetto a un tipico 9a+. ha espresso un’opinione personale: “Secondo me è chiaramente morbido per essere un 9a+. Ma è un 9a+ molto facile? Un 9a molto duro? O un 9a/+? Onestamente, non mi interessa. Sono solo felice di quello che ho fatto!”. Questa affermazione riflette la sua umiltà e la sua focalizzazione sull’esperienza personale piuttosto che sulla mera valutazione numerica della difficoltà.
Il percorso di Marchaland verso l’eccellenza
Questa ascensione rappresenta un traguardo notevole per il giovane climber francese di ventitré anni, essendo già il quarto 9a+ nella sua carriera. Le sue affermazioni precedento includono la conquista di PuntX nelle Gorges du Loup, First Ley a Margalef, e Super Crackinette a Saint-Léger du Ventoux: conquiste degne di nota nel suo curriculum.* Secondo quanto dichiarato da Marchaland stesso, Beyond risulta essere la via più accessibile tra le quattro realizzate finora; egli sottolinea infatti come questa scelta si adatti in modo armonioso al suo approccio personale all’arrampicata. Con un futuro ambizioso in mente, mira ora a cimentarsi con vie classificate come 9b.
La riuscita impresa portata avanti da Marchaland va oltre l’aspetto fisico o tecnico della scalata; essa incarna anche una ferrea determinazione ed un’eccezionale abilità nell’affrontare situazioni sotto pressione. La rapidità con cui ha conquistato Beyond non fa altro che riflettere le sue capacità innate ed un potenziale strepitoso per esplorare ulteriori vette nel mondo dell’arrampicata sportiva.
Riflessioni sul significato dell’impresa
L’ascensione di Jules Marchaland su Beyond solleva alcune riflessioni interessanti sul mondo dell’arrampicata. Innanzitutto, evidenzia come la percezione della difficoltà di una via possa variare da scalatore a scalatore, in base al proprio stile e alle proprie preferenze. In secondo luogo, sottolinea l’importanza della preparazione mentale e della capacità di superare le difficoltà, anche quando le condizioni non sono ottimali. Infine, ci ricorda che l’arrampicata non è solo una questione di gradi e performance, ma anche di passione, divertimento e crescita personale.
L’arrampicata è una disciplina complessa che richiede una combinazione di forza fisica, tecnica, tattica e preparazione mentale. La difficoltà di una via è influenzata da diversi fattori, tra cui la lunghezza, l’inclinazione, la tipologia di prese e la loro distanza. Inoltre, la percezione della difficoltà è soggettiva e dipende dalle caratteristiche individuali dello scalatore.
Un concetto avanzato nell’arrampicata è quello della “zona di comfort”. La vera essenza del miglioramento nelle performance degli scalatori esperti risiede nella necessità di oltrepassare i confini della propria zona di comfort; sono proprio le sfide più impegnative a garantire una crescita significativa. Questo cammino richiede non solo coraggio, ma anche durezza mentale, unitamente alla capacità di affrontare la paura e l’incertezza insita nell’ignoto.
Spero sinceramente che queste considerazioni possano motivarti a immergerti nell’universo dell’arrampicata, spingendoti a esplorare nuovi orizzonti e superando quelli che percepisci come limiti. Non dimenticare mai: ciò che ha realmente valore non è solamente il traguardo finale rappresentato dalla cima da conquistare, bensì il viaggio stesso, ricco di scoperte ed insegnamenti.