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Vendée Globe 2028: L’Italia sfida la vela oceanica con Beccaria e Clapcich

Scopri come Ambrogio Beccaria e Francesca Clapcich stanno rivoluzionando la vela italiana, puntando al Vendée Globe e promuovendo la sostenibilità con il progetto «Allagrande Mapei»
  • Ambrogio Beccaria, dopo aver vinto la Mini Transat nel 2019, si prepara per il Vendée Globe 2028, la circumnavigazione del globo in solitaria.
  • Francesca Clapcich, atleta olimpica, si unisce alla sfida del Vendée Globe 2028, supportata dal team italo-americano 11th Hour Racing.
  • Il progetto «Allagrande Mapei» prevede l'utilizzo di un Imoca60 con un Ocean Pack per misurare la concentrazione di microplastiche e ridurre le emissioni di C02, con il varo previsto a fine luglio a Lorient.

L’Italia sfida i mari: Beccaria e la nuova era della vela oceanica

Il mondo della vela d’altura italiano sta vivendo una trasformazione profonda. Non si tratta più solamente di presenziare, ma di competere ad alti livelli, sfidando il dominio storico francese. Ambrogio “Bogi” Beccaria, 34 anni, milanese, è uno dei fautori di questo cambiamento. Dopo aver trionfato nella Mini Transat nel 2019, il primo italiano a farlo, e aver conseguito importanti successi nella classe Class 40, Beccaria si prepara per un’impresa ancora più ardua: il Vendée Globe 2028, la circumnavigazione del globo in solitaria senza scalo, considerato l’Everest delle competizioni veliche.

Beccaria non sarà solo in questa avventura. Anche Francesca Clapcich, triestina e atleta olimpica, ha lanciato la sua sfida al Vendée Globe 2028, con il sostegno del team italo-americano 11th Hour Racing. La presenza di due italiani in questa competizione di massimo livello testimonia la crescita del movimento velico oceanico italiano.

“Allagrande Mapei”: un progetto ambizioso e sostenibile

Il progetto di Beccaria, chiamato “Allagrande Mapei”, è sostenuto dal gruppo multinazionale Mapei, già al suo fianco nelle precedenti imprese. L’imbarcazione, un Imoca60 “volante” di 18 metri, sarà varata a fine luglio a Lorient, in Bretagna, capitale della vela oceanica. *La progettazione è opera di Antoine Koch e dello studio Finot-Conq, gli stessi che hanno firmato l’imbarcazione con cui Thomas Ruyant si è aggiudicato la Transat Jacques Vabre e ha preso parte alla regata intorno al mondo Vendée Globe.*

Beccaria ha scelto questa barca per le sue caratteristiche innovative: “È una barca rivoluzionaria, in completa controtendenza: è la prima barca coi foil che è riuscita a fare performance notevoli con tanto mare e tanto vento”.

Ma il progetto “Allagrande Mapei” non è solo sport. C’è anche un forte impegno per la salvaguardia dei mari. L’imbarcazione sarà dotata di un Ocean Pack, un macchinario per misurare la concentrazione di microplastiche, e sarà effettuato uno studio sull’impatto ambientale del team, con l’obiettivo di ridurre le emissioni di C02. Inoltre, sono previste attività di divulgazione nelle scuole e una ricerca con il Centro Mapei Sport per studiare come “manutenere” al meglio il corpo umano sull’Oceano.

Il calendario delle regate e gli altri protagonisti

Il 2025 sarà un anno intenso per Beccaria, con la partecipazione a diverse regate di preparazione al Vendée Globe. Tra queste, The Ocean Race Europe, la Transat Café L’Or (già Transat Jacques Vabre) e altre competizioni che gli permetteranno di prendere confidenza con la barca e di qualificarsi per il giro del mondo.

Oltre a Beccaria e Clapcich, altri nomi importanti della vela oceanica italiana si stanno preparando per nuove sfide. Andrea Mura ha commissionato un nuovo IMOCA al cantiere Persico, mentre Alberto Bona sembra orientato verso un futuro sugli IMOCA. Nel Class40, Andrea Fornaro continua il suo progetto, con la partecipazione di Alessandro Torresani, e Luca Rossetti varerà il suo nuovo Musa40, sponsorizzato Maccaferri. Nel mondo dei Mini 6.50, Cecilia Zorzi, Nicolò Gamenara e Giulia Farnetani sono iscritti alla Mini Transat, mentre Paola Arcolin e Matteo Bandiera sono in lista d’attesa.

Anche il progetto di Giovanni Soldini in partnership con Ferrari continua a suscitare grande interesse, con speculazioni su un possibile tentativo di conquistare il Trofeo Jules Verne, il record assoluto sul giro del mondo.

Verso il futuro: una nuova generazione di navigatori oceanici

La crescita del movimento velico oceanico italiano è un segnale positivo per il futuro di questo sport nel nostro Paese. Ambrogio Beccaria, con la sua passione, il suo talento e il suo impegno per la sostenibilità, è un esempio per le nuove generazioni di navigatori. La sua avventura nel Vendée Globe 2028 sarà un’occasione per far sognare gli italiani e per dimostrare che anche nel mondo della vela oceanica possiamo competere ai massimi livelli.

Conclusione: Un’Onda di Cambiamento per la Vela Italiana

L’ascesa di figure come Ambrogio Beccaria e Francesca Clapcich segna un punto di svolta per la vela oceanica italiana. Non si tratta più solo di partecipare, ma di competere e vincere, portando l’Italia al centro della scena internazionale. Questo rinnovato interesse per la vela d’altura, unito a un forte impegno per la sostenibilità, promette un futuro brillante per questo sport nel nostro Paese. La passione, il talento e la determinazione di questi navigatori sono un’ispirazione per tutti gli appassionati di mare e un esempio di come si possa coniugare sport, innovazione e rispetto per l’ambiente.

Amici appassionati di vela, riflettiamo un attimo. Avete mai pensato a quanto sia cruciale la meteorologia nella vela oceanica? Una conoscenza base delle condizioni atmosferiche è fondamentale per la sicurezza e il successo di ogni navigatore. Ma per chi aspira a competere ai massimi livelli, come Beccaria, è necessaria una comprensione approfondita dei modelli meteorologici, delle correnti marine e delle dinamiche del vento. Questa competenza avanzata permette di anticipare le condizioni avverse, ottimizzare la rotta e sfruttare al meglio le risorse energetiche a disposizione. E voi, quanto siete preparati ad affrontare le sfide del mare?

E poi, pensate a quanto la tecnologia e l’innovazione stiano cambiando il mondo della vela. L’introduzione dei foil, ad esempio, ha rivoluzionato le prestazioni delle imbarcazioni, permettendo loro di “volare” sull’acqua a velocità incredibili. Ma questa evoluzione tecnologica porta con sé anche nuove sfide, come la necessità di sviluppare materiali più resistenti e sostenibili e di formare equipaggi in grado di gestire queste complesse macchine da corsa. La vela, quindi, non è solo uno sport, ma anche un campo di sperimentazione per nuove tecnologie che possono avere applicazioni in altri settori.

“Allagrande Mapei”: un progetto ambizioso e sostenibile

Il progetto di Beccaria, denominato “Allagrande Mapei”, vede il supporto del gruppo multinazionale Mapei, già al suo fianco nelle precedenti avventure. Un IMOCA 60 “volante” di diciotto metri, fiore all’occhiello del progetto, sarà presentata al pubblico a fine luglio a Lorient, in Bretagna, vera e propria mecca della vela d’altura. Il design è frutto della collaborazione tra Antoine Koch e lo studio Finot-Conq, gli stessi che hanno accompagnato Thomas Ruyant alla vittoria nella Transat Jacques Vabre del 2023 e nella sua partecipazione al Vendée Globe.

Secondo Beccaria, la scelta è ricaduta su questa imbarcazione per via delle sue peculiarità all’avanguardia: “È una barca rivoluzionaria, in completa controtendenza: è la prima barca coi foil che è riuscita a fare performance notevoli con tanto mare e tanto vento”.

La peculiarità di questo successo sta nell’innovativa conformazione dello scafo, sensibilmente differente da quella degli altri contendenti, con sezioni a forma di V studiate per minimizzare la forza d’urto con le onde.

Al di là dell’aspetto agonistico, “Allagrande Mapei” si distingue per un forte orientamento alla tutela ambientale. Oltre all’installazione di un Ocean Pack per la misurazione della concentrazione di microplastiche, è previsto uno studio sull’impatto ambientale del team, mirato alla riduzione delle emissioni di C02. Sono inoltre in programma iniziative di sensibilizzazione nelle scuole e una ricerca, in collaborazione con il Centro Mapei Sport, volta a individuare le migliori strategie per la cura del corpo umano in ambiente oceanico.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
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